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Ferretti, Salvatore

Page history last edited by Paolo E. Castellina 1 year, 6 months ago

Salvatore Ferretti


Salvatore Ferretti (Firenze, 15 settembre 1817 – Firenze, 14 maggio 1874), figura di rilievo del Risorgimento e del movimento protestante in Italia, filantropo e benefattore. Esule politico divenuto evangelico, le sue idee maturano durante il suo esilio a Losanna e Ginevra e poi a Londra, dove collabora intensamente con Giuseppe Mazzini nella sua opera di difesa ed istruzione dei bambini italiani.

Lineamenti biografici

Salvatore Ferretti nasce a Firenze il 15 Settembre 1817. Già avviato al sacerdozio, durante i suoi studi, entra in contatto con protestanti svizzeri residenti a Firenze che, sotto l’influenza del Risveglio, hanno a cuore la diffusione della fede evangelica in Italia. È così che il Ferretti ha una crisi religiosa dove mette in questione i dogmi del Cattolicesimo.

In seguito ad un lungo travaglio interiore, lascia l’Italia con la giovane moglie Maria Angela Bruschi. Trascorre un anno a Ginevra in circoli evangelici del movimento del Risveglio, dal cui messaggio rimane profondamente colpito.

Salvatore Ferretti si trasferisce a Londra il 24 Ottobre 1842. In questa città trova numerosi esuli evangelici italiani, fra i quali Camillo Mapei. Insieme danno vita alla chiesa evangelica di lingua italiana e si impegnano per dare aiuto e portare il messaggio evangelico ai numerosi italiani residenti a Londra. Nel giugno 1856 si occupa, dopo la morte di Camillo Mapei di riprendere la redazione e la stampa de: “L’Eco di Savonarola” sospeso a causa di problemi finanziari, ma che ora trova il generoso aiuto di un benefattore scozzese.

Il Ferretti, malgrado le sue limitate risorse, spesso derivanti da lezioni private, dedica una parte del suo tempo ai bambini italiani sfruttati da speculatori italiani e stranieri. Questi, comprati a poco prezzo in Italia, giravano le vie di Londra per mendicare a profitto di sfruttatori senza scrupoli (quelli stessi descritti nei racconti del contemporaneo Charles Dickens). Mettono così in piedi “L’Asilo dei Fanciulli poveri italiani in Londra”. Il Ferretti è preoccupato anche per la sorte delle ragazze. All’infuori delle scuole cattoliche, non ci sono possibilità per le bambine italiane di istruirsi. Un giorno, così, si reca in una casa per dare conforto ad un uomo morente. Là ci sono due bimbe che perdono anche la mamma poco dopo. I coniugi Ferretti decidono malgrado i loro pochi mezzi, di accogliere le due orfane a casa loro. Questa iniziativa suscita l’interesse pure di altre persone sensibili al problema che offrono di sostenere finanziariamente l’iniziativa. L’opera prende forma: la “Scuola Evangelica per Ragazze Italiane”. Le ragazze sono assistite ed educate con amore. L’orfanotrofio evangelico italiano e casa di educazione svolgerà la sua attività fino al 1862 a Londra, poi verrà trasferita in Italia nel momento del ritorno di Salvatore Ferretti in Italia.

Salvatore Ferretti cura l’edizione di un libro di canto per gli evangelici italiani di Londra, comn l’intenzione di diffonderlo pure in Italia: “Inni e salmi, ad uso dei cristiani d'Italia con dodici armonie” (Londra: Partridge e Oakeley, 34, Paternoster Row. Tipografia italiana in Londra, 1850). In esso sono presenti pure diversi inni composti da lui stesso. Nell’introduzione scrive fra l’altro: “Avendo sentito il bisogno di una raccolta d'Inni e Salmi che servissero al doppio scopo, di nutrire cioe la Devozione dei credenti, e d'instillare il gusto della Poesia Sacra nel popolo, mi sono determinato a pubblicare questo piccolo volume, che, spero, giungerà accetto a tutti quegl'Italiani che tengono in pregio la Religione Cristiana, e bramano che il popolo ne comprenda i misteri, e ne gusti le sante dolcezze ... Nostra speranza che questo debole sforzo, per isvegliare nella nostra patria il gusto della Poesia Sacra, incontri gentile accoglienza, e serva d'invito ad altri perche seguano il nostro esempio”.

Alcuni amici lo aiutano e si trova una sede per l’Istituto in Via del Gignoro, ora sede di una casa di riposo evangelica. Lo scopo dell’istituto non cambia: si tratta di dare aiuto materiale e soprattutto una buona educazione a bambine e ragazze in difficoltà. Molte sono le ragazze orfane ospitate e molte le persone che aiutano la coppia Ferretti in questo impegno.

Il Ferretti ha molto a cuore l’educazione morale e spirituale degli italiani che vede realizzabile solo attraverso la conversione al Cristo delle Sacre Scritture. Pur vedendo come la Chiesa cattolica di fatto oscuri e stravolga l’Evangelo, egli non propone necessariamente la conversione al Protestantesimo- Afferma: “Non basta, o italiani, separarsi da colei che le Sante Scritture chiamano "la madre delle abominazioni". Non basta il diventare protestanti. Il Protestantesimo è senz’alcun dubbio un’ottima cosa, ma non è il Protestantesimo che salva l’uomo. Il solo sangue di Gesù Cristo ha la virtù di salvare. "Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16). (L'eco di Savonarola, 1856). La sua critica è rivolta pure ai Protestanti nominali: “Molti sono quelli che protestano contro [gli abusi] della Chiesa Romana, ma quantri [sono] che protestano contro il mondo, e che possono dire con S. Paolo: "il mondo è crocifisso a me e io al mondo" (Galati 6:14)? A che serve essere protestanti se uno resta "nemico di Dio"? (L'eco di Savonarola, 1/8/1856, p. 94).

Salvatore Ferretti muore il 4 Maggio 1874 e gli inglesi in segno di riconoscenza per il lavoro e l’impegno hanno voluto offrire degna sepoltura nel Cimitero Monumentale degli Inglesi di Firenze, dov’è sepolto insieme alla moglie Maria Angela Bruschi e due loro figli morti prematuramente.

Sulla sua tomba è scritto: “A perpetuare la memoria/ di Salvatore Ferretti/ la moglie i figli ed amici inglesi/ che tanto lo amarono/ questo monumento eressero// Salvatore Ferretti/ nacque in Firenze il 15 settembre 1817/ da operosa e santa carità ispirato/ nel soccorrere ai miseri spese la vita/ nella ospitale Inghilterra/ dove vent’anni dimoro’/ preso de desiderio della patria diletta/ raccolse gli asili i fanciulli/ da snaturati genitori venduti/ le figlie degli infelici che in esilio languivano/ cacciati dall’Italia divisa/ in opera di tanta misericordia/ da pie persone largamente soccorso/ e dopo che a liberata l’Italia risorse/ tornato in Firenze/ apri fra orfane casa di rifugio e di educazione/ qui arrivato dalle fede in Cristo salvatore/ dall’affetto dei suoi e degli amici confortato/ mori’ 14 maggio 1874/”.     

 

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