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Formgeschichte

Page history last edited by Paolo E. Castellina 5 months ago

Formgeschichte


L'ideologia, ovvero la fede in un'idea non dimostrata, ha smosso e smuove tuttora la lunga ricerca della Verità. Spesso in suo nome si sono combattute guerre, stermini ed angherie; altre volte mascherata con i panni della pretesa scientificità ha preteso venerabili ossequi invadendo ogni campo di ricerca ed ogni attività umana. La storia della Formgeschichte, la "storia delle forme" (in seguito F) non ne è certamente stata immune (vedi "le interpretazioni razionaliste dei Vangeli"). Di seguito si fornirà una breve panoramica di questo metodo pur sapendo che un'esaustiva trattazione richiederebbe ben più spazio.


Il metodo della Formgeschichte ovvero la "storia delle forme" venne inaugurato negli anni successivi la 1° guerra mondiale da K.L. Schmidt (1919) M. Dibelius (1919) e da R. Bultmann (1921). Fu lo stesso Dibelius ad assegnare questo nome al nuovo orientamento scientifico ispirandosi alle parole di Overbok. Come metodo la F era caratterizzato dal lavoro sulla storia del genere di H Gunkel, studioso dell'Antico Testamento le cui lezioni a Berlino erano state accolte da tutti e tre gli iniziatori. Tuttavia sin dall'inizio gli intenti della F non vennero realizzati in modo metodologicamente pulito né erano privi di presupposizioni ideologiche. Ad essa, si affiancò ben presto (durante la 2° guerra mondiale) il "metodo della redazione" (Redaktionsgeschichtliche) che sebbene non inizialmente, con il tempo contribuì allo sganciamento dei Vangeli dalla Tradizione apostolica e dalla comunità cristiana primitiva.


Il metodo dalla F trae la sua origine dai principi filosofici dello storicismo del XIX sec. e soprattutto dal metodo critico di E. Troeltsch strettamente legato alle interpretazioni razionalistiche del Remairus, alle visioni mitologiche dello Strauss nonché alle antitesi hegeliane. Tuttavia, dal momento della pubblicazione dell'Istruzione sulla verità storica dei Vangeli da parte della Pontificia Commissione Biblica del 21.04.1964 e della costituzione conciliare Dei Verbum su "La divina rivelazione" numerosi esegeti cattolici si sentirono incoraggiati ad accogliere le teorie della Formgeschichte come pure le tesi sostenute dall'allora esegesi protestante di Bultman e Kasemann quale risultato apparentemente inattaccabile di una scienza biblica che procede in modo "storico-critico". L'Istruzione Pontificia mise chiaramente in luce le "decisioni razionalistiche" e gli "errori storici" di tale metodo, essa non ha consentito e tanto meno consigliato l'uso di "questo metodo storico-critico" né del "metodo della storia delle forme" per lo studio dei Vangeli in campo cattolico. L'Istruzione parla invece, di "metodo storico impiegato con prudenza". Oggi l'Istruzione "Sulla verità storica dei Vangeli" è considerata da molti esegeti cattolici come una presa di posizione a favore del "metodo della storia delle forme" ma un'idea simile non trova nessuna conferma nel testo dell'Istruzione Pontificia. Anzi, il "metodo della storia delle forme" viene colpito nella sua principale presunzione quando l'Istruzione dice: "Altri considerano scarsa l'autorità degli apostoli come testimoni di Cristo, e così pure il loro incarico all'interno della prima comunitàe al contempo esagerano la forza creatrice della prima comunità." Riguardo a questo difetto e agli errori elencati immediatamente prima si dice: " Tutto ciò contraddice l'insegnamento cattolico e inoltre manca di fondamento scientifico e non ha niente a che fare con i corretti principi del metodo storico." All'onnipotenza della F ai tempi di Bultmann e di Kasemann, venne opposta resistenza in particolare da H. Riesenfeld a Uppsala e dopo di lui fu la volta di B. Gerhardsson il quale fece crollare le colonne portanti su cui si reggeva la F nel momento in cui dimostrò l'errata concezione della legittimità della tradizione. Da questi risultati furono fatti convergere in Scandinavia i più recenti studi sul folcrore parlando della "confutazione delle promesse definitive della storia delle forme" grazie agli innovativi contributi di M. Hengel, O. Betz, H. Gese e R. Reisner circa i primissimi tempi e tradizioni della storia cristiana e della tradizione.     

 

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