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Morte

Page history last edited by Paolo E. Castellina 9 months ago

Morte (Bibbia)


Morte nella Bibbia ebraica compare prevalentemente con il termine מות (mâveth) e in greco con il termine θάνατος (thanatos).
1) Per alcune dottrine filosofiche greche la morte era una "liberazione": era il momento in cui l'anima ritenuta prigioniera nel corpo durante l'esistenza terrena riguadagnava la libertà e le regioni celesti (Platone). La concezione biblica della morte è diametralmente opposta a quella greca. La morte è nel pensiero dell'Antico Testamento e del Nuovo Testamento la grande "nemica di Dio" (1 Corinzi 15:26), è una "maledizione", ed è intervenuta come il castigo che colpisce la creatura colpevole: "per certo morrai": Genesi 2:17. Così quando Paolo nell'epistola ai Romani (6: 23) parla della morte come del "salario del peccato", esprime in forma scultorea, il pensiero di tutta la Bibbia. E poiché, secondo la Bibbia, l'uomo tutto intero è creazione di Dio, la morte colpisce pure l'uomo intero "corpo ed anima" (vedi Immortalità). Dunque la morte, nella concezione biblica, non è, né una "liberazione", né un passaggio naturale ad una forma più elevata di vita, bensì, una potenza ostile, un elemento radicalmente opposto a Dio, elemento che non può essere vinto senza una immane lotta. Ed infatti la morte e la vita sono l'oggetto di un grandioso combattimento; Gesù stesso ne prova "spavento ed angoscia" (Marco 14:33). Perché alla morte possa succedere la vita, occorre un atto sovrano di Dio, analogo a quello della creazione; è indispensabile il miracolo dell'Iddio onnipotente. Questo avevano compreso anche i Giudei i quali, nella gran maggioranza, ai tempi di Gesù, aspettavano la "risurrezione nell'ultimo giorno" (Giovanni 11:24). E questa necessità di un intervento diretto della onnipotenza di Dio, conferma Gesú, quando rimprovera ai Sadducei - i quali negavano la risurrezione - di non conoscere le Scritture e la "potenza di Dio" (Matteo 22:29).

2) E appunto questa "potenza di Dio" che si è manifestata nella risurrezione di Cristo. Nella risurrezione di Cristo dai morti, la morte è stata vinta, privata della sua onnipotenza: 2 Timoteo 1:10: "Gesù Cristo... il quale ha distrutto la morte". Sebbene la morte sia già stata vinta, essa non sarà definitivamente distrutta che alla fine dei tempi, come "l'ultimo nemico": 1 Corinzi 15:26; Apocalisse 20:13. La morte infatti esercita ancora il suo potere sugli uomini, ma ormai la battaglia decisiva è stata vinta: Cristo è risuscitato! Con la risurrezione di Gesù Cristo, la potenza di vita, lo Spirito Santo, è entrata nel mondo; lo Spirito che è il grande avversario della "carne," potenza di morte; lo Spirito che è vita, lo Spirito Santo che è la grande anticipazione attuale della fine. Cosí per i credenti la morte non è più una "maledizione," è l'avvenimento preparatorio e necessario per la risurrezione potente e gloriosa.

 

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